REALIZZARE UNA PISCINA: MODALITA’ COSTRUTTIVE E ITER BUROCRATICO

Negli ultimi giorni, abbiamo ricevuto diverse richieste di contatti per la realizzazione di piscine.

Un giardino con piscina è un desiderio comune a molti, ma oltre ad essere un piacevole rimedio alle temperature dei pomeriggi estivi, bisogna ricordare che una piscina è una vera e propria struttura e potrebbe richiedere, quindi, anche precise autorizzazioni.
Una volta costruite, però, i risultati saranno straordinari.

costruire piscina in giardino

Come si costruisce una piscina

La costruzione di una piscina interrata richiede la scelta del giusto posizionamento, un’adeguata progettazione e attenzione nella manodopera in fase di realizzazione.

Tendenzialmente, ad eccezione di quei luoghi in cui si ricerca originalità e innovazione, le piscine tendono ad avere forme rettangolari o più o meno ovali.
La prima cosa da fare è la scelta di un terreno che non sia in pendenza e che permetta alla piscina di essere esposta al sole e riparata dal vento.

Ci sono diverse soluzioni tecniche per la costruzione di una piscina, ma qualsiasi si scelga sarà prima necessario effettuare uno scavo in base alle dimensioni della piscina progettata, che sarà più ampio di quest’ultima in modo da poter realizzare il sottofondo e le strutture perimetrali.

Le strutture in cemento sono una soluzione che si propone da anni e richiedono molta precisione nella fase di realizzazione, che noi possiamo garantire visti gli ottimi risultati delle progettazioni fino ad oggi realizzare.

In questo caso, si prepara il fondo su cui realizzare la soletta di base, generalmente spessa sui 15-20 centimetri e realizzata in calcestruzzo. In calcestruzzo armato anche le pareti perimetrali della piscina. Una volta ultimata la struttura, sia la base che le pareti perimetrali sono rivestite in lamiera. Per il rivestimento finale è possibile scegliere tra moltissimi materiali, dal PVC, alle piastrelle, al mosaico, fino alle resine.
La scelta, naturalmente, porterà a variare i costi.

Più economiche e spesso realizzate in contesti residenziali, sono le piscine prefabbricate in pannelli d’acciaio, da posare sopra la soletta in calcestruzzo. Per il rivestimento è indicata la membrana armata in PVC. Richiedono meno precisione e i tempi di realizzazione sono veloci, va posta attenzione nel momento in cui si riempie la vasca per evitare di imbarcare i pannelli. Un’altra alternativa alle piscine in muratura è quella di utilizzare dei blocchi in polistirolo, in cui effettuare il getto di cemento. Questa soluzione offre costi più contenuti e buone prestazioni isolanti. Ancora più rapida costruzione sono le piscine in vetroresina, semplicemente da posare all’interno dello scavo, ma che devono essere trasportate in loco nonostante le dimensioni.

Oltre alla costruzione della piscina sono da prendere in considerazione gli impianti necessari alla sua manutenzione. Per la pulizia dell’acqua si installa un impianto di filtrazione, basato su un sistema di ricircolo, che preleva l’acqua dalla piscina, la pulisce in un filtro e la reimmette nella vasca.

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Che permessi servono?

Vediamo insieme tutto l’iter burocratico da seguire.
Permessi comunali.

1) In primo luogo è necessario, prima di intraprendere qualsiasi altra azione preliminare o progettuale, accertarsi, presso l’Ufficio Tecnico del proprio Comune, se nella zona interessata siano in vigore limitazioni espressamente rivolte alla realizzazione di piscine interrate. Svariati regolamenti comunali, infatti, stabiliscono il divieto di costruzione di piscine private in aree rurali o ne stabiliscono con precisione le dimensioni massime consentite.

2) La realizzazione di una piscina interrata è compresa tra gli interventi edilizi di nuova costruzione ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica 380/2001 ed è pertanto soggetta, come detto, al preventivo rilascio del Permesso di Costruire. Prima di richiederlo, però, sarà necessario interpellare un tecnico abilitato per la progettazione della piscina. Solo in seguito si potrà presentarsi in Comune con i suddetti progetti al fine di ottenere il Permesso. Quest’ultimo non sarà comunque rilasciato finché non saranno corrisposti al Comune stesso tutti i contributi di costruzione.

3) Se l’area di costruzione della piscina rientra all’interno di perimetri di zone soggetto a vincolo paesaggistico o storico-architettonico, allora occorrerà anche l’autorizzazione paesaggistica, ovvero l’Autorizzazione della Sovrintendenza. Essa è spesso compresa e rilasciata insieme al Permesso a Costruire, ma richiede, ovviamente, un supplemento di documentazione. In questo caso, di norma, si allungano i tempi della procedura. Ma soprattutto aumentano i vincoli e i limiti da rispettare, alzando la possibilità che il progetto di costruzione venga vietato o sottoposto a vincoli e prescrizioni progettuali ed estetici.

Codice ambientale.

4) Essendo un nuovo scavo, la costruzione di una piscina interrata richiede anche il rispetto del Codice Ambientale in tema di gestione delle terre di scavo. Il riuso del terreno in loco per la sistemazione del giardino, ad esempio, richiede la verifica dell’idoneità del materiale scavato attraverso analisi chimiche. In alternativa o in mancanza di tale analisi, sarà necessario conferire le terre di scavo alla discarica, pagandone il relativo costo di smaltimento rifiuti.

5) Importante è anche informarsi se l’area di costruzione è gravata del vincolo idrogeologico. Questo poiché per la realizzazione della piscina è necessario intervenire sulla morfologia del terreno, sia con gli scavi che con eventuali modellazioni. In questo caso sarà necessario rivolgersi ad un geologo iscritto all’albo per ottenere la relativa Autorizzazione Idrogeologica, secondo le procedure regionali specifiche. Anche in questo caso si rischierà un ulteriore aggravio delle tempistiche e del rischio di particolari prescrizioni o divieti.

6) Attenzione anche alle acque utilizzate nella piscina. Essendo trattate con cloro o elettrolisi del sale, esse non possono mai essere scaricate al suolo, ma convogliate nella fognatura nera e preventivamente trattate. A maggior ragione se la concentrazione di inquinanti supera i limiti previsti dal Codice Ambiente. Alcune norme locali, inoltre, classificano queste acque come industriali invece che civili, in queste zone occorrerà dunque una Autorizzazione allo Scarico in Fogna. Sarà necessario, in questi casi, seguire oculatamente le procedure e rispettare i limiti di inquinanti consentiti, poiché i reati ambientali di questo tipo comportano sanzioni pecuniarie da 3.000 a 60.000 euro.

Può non sembrare semplice, ma non è affatto impossibile ottenere i permessi necessari per costruire una piscina interrata nel proprio giardino di casa. Abbiamo aiutato diversi clienti in questo sogno, che in breve tempo hanno visto realizzato.
Ora che conoscete tutti i passaggi fondamentali non vi basta che armarvi di un po’ di pazienza e dare il via ai lavori!

Noi siamo a Vostra disposizione! CONTATTACI!

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